Utopie Concrete: per crescere un bambino ci vuole un villaggio

Esperienze dal basso di genitorialità diffusa e di cooperazione nelle comunità educanti e di cura

Domenica 29 ottobre
ore 15.00

Tavola rotonda

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Con l’Alveare, Sara Basta, Comù, Geronima, ass. Pisacane 011, Le Smamme, Scuola libera tutti

A seguire Laboratorio di cucito Parole domestiche

«Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso… Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come». (Pier Paolo Pasolini)

Alla luce di questa affermazione di PPP interrogare varie esperienze e realtà di genitori e famiglie che si attivano dal basso per risolvere problemi, rispondere a bisogni o migliorare/difendere le condizioni di vita e di crescita dei propri figli e territori sul PERCHÈ LO FANNO. Indagare se, oltre l’utilitarismo e la contingenza, ci sia anche “altro” e provare a definirlo. Provare a ricostruire questo “altro” (l’altro che si è, l’altro che si fa e si desidera), partendo dalle parole che usiamo quotidianamente, tramite un laboratorio di cucito a cura dell’artista Sara Basta. Verificare se nelle varie esperienze e realtà di genitori attivi nelle scuole, nei quartieri, nei gas non ci sia un filo rosso (o più fili) che le collega e sottende, farlo venire alla luce per provare a tracciare una mappa del sentiero culturale e politico che forse stanno già’ percorrendo insieme senza nemmeno saperlo. Quanta consapevolezza abbiamo dei rischi e delle opportunità del nostro agire? Il cucito troverà le parole: trame  di  un  tessuto  e  di  un racconto; fili di un ricamo e della memoria; intrecci di storie,  reti di relazioni, legami, lacci e nodi che congiungono.  E, forse, tramite le parole, potremo risalire a una forza culturale e politica comune che opera nella realtà secondo modi d’intendere e di volere diversi e difformi dalla norma, secondo una filosofia e un’etica autonome e indipendenti rispetto a quelle dominanti, che contribuisce a modificare visioni del mondo e modi di pensare. Perché per crescere un bambino ci vuole un villaggio, ci vuole un mondo intero, certo ma ci vuole anche un modo di pensare il mondo: parole, relazioni, significati e azioni con le quali scegliamo il nostro modo di starci dentro e di cambiarlo. Ci vuole quindi,  come diceva Pasolini, una coscienza politica dei sentieri che percorriamo e del come lo facciamo.

Partecipano:

Comù. Donne e uomini nati al tempo della precarietà: una libraia, un’educatrice, un’illustratrice, una consulente del lavoro, un assaggiatore per passione, una (aspirante) progettista europea… Cresciuti precari, abbiamo sviluppato potenti anticorpi: una vita oltre il lavoro, una socialità libera e gratuita per grandi e bambini, la condivisione di saperi, competenze e passioni anziché competizione.  Ora c’è CoMù, un’aps, per dare corpo a un desiderio comune: lavorare per ciò che produce benessere sociale, cultura, educazione, servizi utili e spesso non coperti dall’offerta pubblica o troppo costosi ed escludenti se offerti dai privati.

Le smamme. Nate circa 10 anni fa, le Smamme sono un gruppo informale, aperto. I primi anni si riunivano a casa l’una dell’altra, raccontandosi e sostenendosi. Sonno donne, in maggioranza lavoratrici, che si aiutano quotidianamente per esigenze e problemi diversissimi, non solo per le contingenze quotidiane dovute alle febbri stagionali e al lavoro. Il gruppo di auto-aiuto negli anni si è evoluto e articolato anche in altri percorsi. Dopo aver superato problemi più emotivi e contingenti (legati alle separazioni, ai tribunali, agli avvocati), oggi, insieme ai figli più grandi, organizzano momenti di approfondimento e occasioni di riflessione e auto-formazione su tante tematiche legate all’educazione, alla vita e alla crescita, utilizzando e sperimentando vari linguaggi e metodologie.

 

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