Cena a cura del centro socio-culturale kurdo Ararat Roma

Sabato 28 ottobre

kurdi ararat

Il centro Ararat nasce nel maggio 1999 al Campo Boario, nell’edificio dell’ex veterinario del complesso in disuso dell’ex Mattatoio di Testaccio. Uno stabile abbandonato che è diventato uno spazio di accoglienza e di ospitalità, ma anche uno spazio dove sperimentare forme di condivisione tra attività artistica e culturale, solidarietà civile e trasformazione del territorio. L’edificio è stato ribattezzato con il nome di Ararat, monte leggendario sul quale si arenò l’Arca di Noè scampata al Diluvio Universale, portando in salvo tutte le specie animali e vegetali del pianeta, nonché il nome della prima nave carica di profughi curdi giunta in Italia. Ararat è anche e soprattutto il monte simbolo dei curdi e degli armeni, popoli oppressi e dispersi dalla repressione turca. La costruzione di questo spazio è stata possibile negli anni grazie allo sforzo dei profughi curdi stessi che vi hanno trovato accoglienza, dell’associazione Azad, del Villaggio Globale, dell’associazione Senzaconfine, delle Donne in nero e di molti altri (gli architetti di Stalker, l’associazione “Un ponte per…”, oltre che di vari artisti e studenti). Attualmente vi sono presenti una sala da tè, la cucina, il barbiere, la sala di lettura in cui è possibile leggere pubblicazioni sulla questione kurda e vedere il canale satellitare in lingua kurda Roj TV, e gli spazi abitativi.

Tutte le attività sono autogestite e autofinanziate dagli ospiti del centro con la collaborazione di volontari e volontarie esterne. Parallelamente alla funzione di accoglienza, Ararat è uno spazio in cui coltivare coraggiosamente la propria cultura e identità (pur mutevole e in continuo divenire), attività che diventa fondamentale per non sentirsi completamente persi dopo aver varcato il confine del proprio paese con la prospettiva di non tornarci mai più, o di non potervi rientrare per un periodo molto lungo: la comunicazione delle ragioni dell’esilio alla società ospitante, ma anche delle bellezze e del valore storico della cultura di provenienza può essere un significativo mezzo di empowerment per delle persone che hanno perso molto, e che molto sono state costrette a lasciare dietro di sé.

MKM, pronunciato MeKeMè, è un acronimo il cui significato è “centro culturale della Mesopotamia”: la Mesopotamia, culla della civiltà, ha visto nel corso del suo sviluppo storico un moltiplicarsi di culture, frutto del suo essere luogo di scambio e di transito fra l’occidente e l’oriente, è stata il luogo d’origine e sviluppo fra gli altri del popolo kurdo. Ararat vuol essere il MeKeMè di Roma, ponte fra Oriente e Occidente nel cuore della capitale d’Italia, punto di riferimento per la diaspora kurda nel nostro paese.

Oggi Ararat è una parte importante di questa città; il Comune ha regolarizzato da tre anni circa il contratto d’affitto, le istituzioni cittadine ne riconoscono – seppur informalmente – il ruolo di accoglienza, senza che per questo ci sia un sostegno concreto alla gestione e alle attività.

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