Tecnologie del dominio. Lessico minimo di autodifesa digitale

Sabato 28 ottobre
ore 16.30

Presentazione del libro di Ippolita (edizioni Meltemi, 2017)

tecnologie dominio

Con Ippolita, Maurizio “Graffio” Mazzoneschi

Le parole delle tecnologie del dominio sono molte, e riguardano tutti gli abitanti del pianeta Terra, anche non umani, anche le macchine. Sono collegate fra loro da una fitta trama di rimandi e sottintesi, una rete di significati colma di ambivalenze e incomprensioni. Insieme compongono il variegato mosaico della società presente e di quella a venire. In questo quadro emerge come ideologia prevalente l’anarco-capitalismo, una dottrina vaga eppure molto concreta nei suoi effetti devastanti sui legami sociali, la costruzione delle identità individuali e collettive, la politica. Sembrano parole d’ordine solide come acciaio temprato, senza crepe, senza debolezze. Ma a osservarle con le lenti dell’ironia, con gli occhiali dello humor e della consapevolezza storica, con il desiderio hacker di smontarle e capire come funzionano, si sciolgono come neve al sole.

Partecipano:

Ippolita. Gruppo di ricerca indisciplinare attivo dal 2005. Conduce una riflessione ad ampio raggio sulle ‘tecnologie del dominio’ e i loro effetti sociali. Pratica scritture conviviali in testi a circolazione trasversale, dal sottobosco delle comunità hacker alle aule universitarie. Tra i saggi pubblicati: Anime Elettriche (Jaca Book 2016); La Rete è libera e democratica. FALSO! (Laterza 2014, tradotto in spagnolo e francese); Nell’acquario di Facebook (Ledizioni 2013, tradotto in francese, spagnolo e inglese); Luci e ombre di Google (Feltrinelli 2007, tradotto in francese, spagnolo e inglese); Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale (Elèuthera 2005).

Maurizio “Graffio” Mazzoneschi. Essere umano. Si occupa di tecnologie e nuovi media dal 1990. Programmatore, insegnante. Ha progettato e realizzato decine di applicazioni web. Si interessa di opendata, data journalism, knowledge management, e-learning, smart city, big data. E’ amante del software libero. Attualmente è consulente di RAI Digital per lo sviluppo dei progetti informativi ed insegna data journalism nel corso per giornalisti della Fondazione Basso di Roma. E’ tra i fondatori del collettivo AvANa, partecipa sin dall’inizio ad hack-it, l’annuale meeting degli hackers italiani.

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