La scuola del futuro

Rileggere Lettera a una professoressa ai tempi della Buona Scuola

Sabato 28 ottobre
ore 18.00

Tavola rotonda

donmilani

Con Eraldo Affinati, Cattivemaestre, Roberto Ciccarelli, Girolamo De Michele, Lea Melandri, Christian Raimo, Vanessa Roghi


Il progetto di trasformazione della scuola pubblica attuato negli ultimi venti anni, dall’autonomia scolastica di Berlinguer alla Buona Scuola di Renzi e Giannini, ha riorganizzato l’intero percorso di istruzione attorno ai concetti di valutazione, merito e competenze alimentando disuguaglianze e disparità di accesso al diritto allo studio e trasformando la scuola in un’agenzia che educa alla vita precaria e al lavoro gratuito.
Dai test standardizzati somministrati a bambini e bambine in seconda elementare per valutarne le “competenze oggettive” fino ai tirocini gratuiti dell’alternanza scuola-lavoro, obbligatori per chi frequenta il triennio delle scuole superiori, che tipo di soggetto vuole formare la “Buona Scuola”?
Cosa è rimasto oggi di sperimentazioni significative del passato, come la Barbiana di Don Milani e il movimento di pedagogia non autoritaria milanese?
È possibile attualizzare quelle riflessioni e quelle pratiche in un contesto sociale e politico profondamente mutato? Qual è per noi la scuola del futuro?

Partecipano:

Eraldo Affinati. Insegnante e scrittore, è nato a Roma nel 1956. Fra i suoi libri ricordiamo: Campo del sangue (1997); Un teologo contro Hitler. Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (2002); La Città dei Ragazzi (2008); L’11 settembre di Eddy il ribelle (2011); Elogio del ripetente (2013); Vita di vita (2014); L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani (2016). È autore, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi, di Italiani anche noi. Il libro della scuola Penny Wirton (Il Margine, 2011-2015).

Cattivemaestre. Collettivo di insegnanti della scuola pubblica nato nel maggio del 2015 durante le proteste contro la della legge 107/2015. Da allora, attraverso una presenza forte in rete e sui social network, raccontano lo smarrimento politico, pedagogico ed esistenziale dei e delle insegnanti ai tempi della Buona Scuola, proponendo percorsi di cooperazione e resistenza fuori e dentro le scuole. Dall’autunno 2016 insieme a migliaia di altre donne lottano per una scuola scuola laica, antisessista e antirazzista all’interno del movimento femminista NONUNADIMENO.

Roberto Ciccarelli. Filosofo e giornalista, lavora al Manifesto dove tra l’altro si occupa di scuola, università e ricerca.

Girolamo De Michele. Nato fra le diossine di una città del sud e vive fra le emissioni nocive di una città del centro-nord di una nazione a sud dell’Europa; non fuma per non fornire alibi futuri. Non contento di respirare nocività, lavora nella scuola pubblica come probapossibile insegnante, e a volte sembra credere che life is a state of mind. Scrive un po’ di tutto, dalla narrativa (Tre uomini paradossali, 2004; Scirocco, 2005; La visione del cieco, 2008; Con la faccia di cera, 2008) alla filosofia (Felicità e storia, 2001; Filosofia. Corso di sopravvivenza, 2012; Le parole, le cose, l’arme e ‘l capitano, 2016) alla polemistica (La scuola è di tutti, 2011); ha inoltre curato l’autobiografia di Toni Negri (Storia di un comunista, 2015). Collabora con la Scuola di Dottorato in Filosofia dell’Università di Padova, dove ha curato l’edizione critica del corso di Deleuze su Foucault (Gilles Deleuze: “Sur Foucault 1985-1986”, pubblicata nell’archivio aperto dell’università “Padua@research”); coordina lo spazio politico-letterario “Povero Yorick” sul sito http://www.euronomade.info. Una delle poche cose di cui si è pentito è di non aver stretto la mano a Kurt Cobain, quando l’ha incontrato. Si tiene stretti i suoi amici, e ancor più stretti i suoi nemici.

Lea Melandri. Negli anni Settanta insieme allo psicoanalista Elvio Fachinelli ha dato vita alla rivista «L’erba voglio», una delle voci più libere e incisive del dissenso politico-culturale e della critica antiautoritaria della società. Nello stesso periodo ha preso parte attiva al movimento delle donne. Dal 1987 al 1997 ha diretto «Lapis. Percorsi della riflessione femminile». Attualmente tiene corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è stata tra le promotrici fin dal 1987 e di cui oggi è presidente. Ha pubblicato fra l’altro: L’infamia originaria (1977, nuova ed. 1997); Lo strabismo della memoria (1991); La mappa del cuore (1992); Una visceralità indicibile. La pratica dell’inconscio nel movimento delle donne degli anni settanta (2000); Preistorie. Di cronaca e d’altro (2004). Per Bollati Boringhieri: Le passioni del corpo. La vicenda dei sessi tra origine e storia (2001); Come nasce il sogno d’amore (2002); La perdita (con Rossana Rossanda e Manuela Fraire); Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà (2011). Per Neri Pozza, Alfabeto d’origine (2017). Cittadina onoraria di Carloforte (Isola di San Pietro), ha ricevuto nel 2012 dal Comune di Milano l’“ambrogino d’oro” come “teorica del femminismo”.

Christian Raimo. Nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di «minima&moralia» e «Internazionale». È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014). Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli), nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago) e nel 2017 Tutti i banchi sono uguali (Einaudi).

Vanessa Roghi. Storica, lavora a “La Grande Storia” di Rai Tre e insegna all’Università La Sapienza nella facoltà di Lettere. Il suo ultimo libro è La lettera sovversiva (Laterza 2017), una storia culturale di Lettera a una professoressa e del dibattito sulla lingua italiana.

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