I sensi della vittoria, oltre il risultato

Sabato 28 ottobre
ore 11.30

Tavola rotonda

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Con All Reds Rugby Roma, Alessandra Carenza, Marika Marianello, Rete delle Palestre Popolari, Flavia Sferragatta, Sarah Silvagni, Enrico Zanchini

Se partiamo dal presupposto che lo sport debba essere accessibile e permettere a tutti e a tutte di esprimere liberamente la propria personalità e creatività e le proprie caratteristiche fisiche, e se riteniamo che le attività motorie siano percorsi di crescita sociale e strumenti imprescindibili per lo sviluppo fisico, affettivo e cognitivo della persona, a giudicare da quel che ci circonda sembra invece che tale premessa sia troppo spesso disattesa. All’interno di contesti sportivi, di arti marziali e/o coreutiche, l’offerta formativa rivolta all’infanzia rispecchia piuttosto una cultura che vuole piegare il corpo a fini prestazionali di breve respiro, consumarlo come prodotto, mortificarlo nella sua intelligenza sensoriale, creativa, sfruttarlo come mezzo per il raggiungimento di un mero traguardo. Nei nostri sistemi formativi le prospettive educative appaiono rigidamente improntate su gerarchie di intelligenze nelle quali le intelligenze corporee di Gardner non trovano né spazio né riconoscimento.

Vorremmo rovesciare questo paradigma, lavorare per difendere un’altra idea di corpo e  di persona, di vittoria e di competizione, mettendo le bambine e i bambini al centro della nostra riflessione, e soprattutto al centro del loro personale percorso di crescita, scardinando così quei meccanismi standardizzati di agonismo appiattiti sulla prestazione e sulla restituzione.

Proveremo a discutere delle possibili strategie da mettere in campo per restituire “intelligenza” al corpo. Lo facciamo insieme a una Cattivamaestra di Capoeira; un’allenatrice di Rugby, psicologa dello sport e mental coach di una squadra di pallanuoto tutta al femminile; un allenatore di calcio che allena squadre a cui piacciono sfide davvero folli; una strana maestra di tai chi fissata con l’acquaticità e il calcio; danzatrici funambole in equilibrio tra i banchi e le palestre delle scuole pubbliche; i rappresentanti della Rete delle Palestre Popolari di Roma che con il loro lavoro contribuiscono a rendere più colorati e sportivi i quartieri di questa città.

Partecipano:

Alessandra Carenza. Insegnante di arti marziali presso la Pal Pop di San Lorenzo, formatrice della FIN, la Federazione Italiana Nuoto, ed ex atleta di nuoto e calcio femminile.

Marika Marianello. Insegnante di Lingua e cultura spagnola alle scuole medie e superiori (collettivo cattivamaestre) e traduttrice letteraria dallo spagnolo e dal portoghese per diverse case editrici (tra cui Nottetempo, Voland, LaNuovaFrontiera). Insegna capoeira ai bambini, alle bambine, agli uomini e alle donne: è Professora di Capoeira del Gruppo Soluna, una delle poche donne con il titolo di Professora in Italia, e nel corso degli anni (più di sedici) ha partecipato a numerosi eventi, stage e incontri legati al mondo della Capoeira e alla sua diffusione, in Italia e all’estero, e, naturalmente, in Brasile: da Rio Grande do Sul a Bahia. 

Reti delle Palestre Popolari. La Rete mette insieme diverse realtà del territorio che si occupano di sport e di arti marziali e coreutiche a vari gradi e livelli. Si tratta di realtà che non seguono le logiche dominanti del profitto: l’obiettivo comune è quello di combinare qualità tecnica, avvalendosi di insegnanti formati, riconosciuti e competenti, con prezzi popolari e accessibili a tutte e a tutti. Il progetto educativo di questi spazi autogestiti è dunque frutto di una scelta politica che rispecchia quella del comitato di gestione. La Rete delle Palestre Popolari si dichiara con orgoglio antifascista, antisessista e antirazzista.

Flavia Sferragatta. Ex giocatrice della nazionale italiana di rugby, allenatrice di rugby, psicologa dello sport, lavora con la nazionale femminile di pallanuoto italiana e fa parte dello staff tecnico All Reds Rugby. Autrice di Le mete dell’allenatore. Prospettive di psicologia dello sport per l’allenatore di rugby (Franco Angeli, 2013).

Sarah Silvagni. Insegnante di educazione al movimento creativo CHORONDE PROGETTO EDUCATIVO, insegnante del Metodo Feldenkrais, docente di Movimento presso la scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté.

Enrico Zanchini. È istruttore di scuola calcio CONI-FIGC e allenatore federale di calcio a cinque. Allena i bambini da più di vent’anni e dal 2004 lo fa nei CCCP 1987, società che ha contribuito a fondare, in cui è anche responsabile dell’attività di base e agonistica. Segue direttamente come istruttore la fascia d’età dei più piccoli, 5-8 anni. Dal gennaio 2016 è allenatore della Nazionale italiana di calcio a cinque dei pazienti psichiatrici con cui ha disputato il primo mondiale nel febbraio 2016. Da quest’ultima avventura è stato tratto il film documentario Crazy for football, di Volfango De Biasi e Francesco Trento, vincitore del David di Donatello 2017 come miglior documentario.

 

 

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