Bambini nel tempo

Infanzia, gioco, creatività. Una jam session filosofica

Domenica 29 Ottobre
ore 18.30

Tavola rotonda

virno

Con Marina Montanelli, Francesco Raparelli, Paolo Virno

Che l’infanzia sia faccenda fin troppo seria, lo dimostra quotidianamente il capitalismo del nostro tempo. Plasticità, apprendimento continuo, creatività: ecco gli ingredienti decisivi della produzione contemporanea. Studiare l’infanzia allora, afferrarne i tratti distintivi, è la chiave per conquistare una diagnosi del presente all’altezza degli smottamenti in corso. Nulla ancora si è fatto, però, se non si coglie l’aspetto che conta: per lo strano animale che siamo, l’infanzia non è soltanto uno stadio della vita, quello che precede l’acquisizione del linguaggio e che poi avanza fino alla piena affermazione del pensiero verbale; ma è una «zona di indeterminazione», biologica quanto psichica, che non smette di attraversarci e di costituirci. Siamo permanentemente immaturi, embrionali, potenziali. Proprio per questo siamo creativi, storici, istituzionali. Ed è il gioco, con la sua capacità di distruggere e ricostruire gli oggetti, di ripetere innovando, di collocarci in una spazio di transizione tra sé e gli altri, che esibisce, meglio di altri fenomeni, l’indeterminazione creativa dell’infanzia. Ma è proprio vero che non smettiamo mai di essere bambini? In che modo la dimensione larvale, che sempre ci riguarda, viene irrigidita o paralizzata dai dispositivi di potere? Quali stravolgimenti vengono imposti al gioco infantile dalla valorizzazione capitalistica? A partire da una riflessione a tutto tondo sui tratti peculiari dell’infanzia, la jam session proverà a rispondere a queste domande. La premessa: non c’è pensiero critico che non sia pensiero critico dell’infanzia.

Partecipano:

Marina Montanelli. Dottore di ricerca in Filosofia, negli ultimi anni ha svolto il suo lavoro tra Roma, Firenze e Berlino. Collabora con l’Associazione Italiana Walter Benjamin (AWB) e per la stessa, insieme a Massimo Palma, ha curato il volume dal titolo Tecniche di esposizione. Walter Benjamin e la riproduzione dell’opera d’arte (Quodlibet, 2016). È attivista dell’atelier autogestito Esc e della Libera Università Metropolitana (LUM). Femminista, anima insieme a altre il laboratorio di inchiesta su sessualità, corpi e desiderio Infosex e il movimento delle donne “Non una di meno”. Partecipa anche alle Camere del Lavoro Autonomo e Precario (CLAP) e al progetto politico-editoriale dinamopress.it.

Francesco Raparelli. Dottore di ricerca in Filosofia, con una tesi sulla genealogia della nozione di ‘singolarità’. Esc, l’atelier autogestito di San Lorenzo a Roma, è la sua casa. Presso Esc, e più in generale nella città di Roma, è animatore della Libera Università Metropolitana. Ha contribuito a fondare e coordina le Camere del Lavoro Autonomo e Precario (CLAP), nuova specie di sindacato orizzontale che tutela lavoratrici e lavoratori senza diritti, ed è redattore del progetto politico-editoriale dinamopress.it. Per i titoli di Ponte alle Grazie ha pubblicato La lunghezza dell’Onda. Fine della sinistra e nuovi movimenti (2009) e Rivolta o barbarie. La democrazia del 99 per cento contro i signori della moneta (2012). In collaborazione con l’Istituto Svizzero di Roma, e per i titoli Mimesis, ha curato un volume collettaneo dedicato a Ferdinand de Saussure: Istituzione e differenza (2014). Ama senza misura la storia, anonima, delle lotte dei poveri e del movimento operaio.

Paolo Virno. Insegna Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Roma Tre. Il marxismo eterodosso dell’operaismo italiano ha definito il suo iniziale campo di ricerca. Si è dedicato poi a sviluppare, attraverso il confronto serrato con autori quali Saussure, Wittgenstein, Austin, Benveniste, una teoria materialistica del linguaggio e, a seguire, un’antropologia linguistica. Tra i suoi saggi ricordiamo: Convenzione e materialismo(Theoria, 1986 | Derive Approdi, 2011), Il ricordo del presente. Saggio sul tempo storico (Bollati Boringhieri, 1999), Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee(Derive Approdi, 2002), Quando il verbo si fa carne. Linguaggio e natura umana (Bollati Boringhieri, 2003), E così via, all’infinito. Logica e antropologia (Bollati Boringhieri 2010); Saggio sulla negazione. Per una antropologia linguistica (Bollati Boringhieri 2013), L’idea di mondo. Intelletto pubblico e uso della vita (Quodlibet, 2015). Ha curato il volume collettaneo Sentimenti dell’aldiqua. Opportunismo, paura, cinismo nell’età del disincanto (Theoria, 1990) e con M. Hardt, la raccolta Radical Thought in Italy. A Potential Politics (University of Minnesota Press, 1996).. È stato redattore di numerose riviste di teoria politica e di filosofia, tra cui ricordiamo “Metropoli”, “Luogo comune” e “Forme di vita”. È tra gli animatori della Libera Università Metropolitana (LUM) di Roma.

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